
Una passeggiata tra le vie della scienza a Modena
Tramandare per innovare tra musei, scienziati e luoghi della conoscenza
In occasione della Notte Europea della Ricerca 2026 di Unimore, il Sistema dei Musei e Orto Botanico dell’Università di Modena e Reggio Emilia propone una passeggiata nel centro storico di Modena per riscoprire la città attraverso le tracce lasciate nei secoli dalla ricerca, dall’insegnamento e dalla trasmissione del sapere.
“Tramandare per innovare” è il filo conduttore del percorso: ciò che oggi conserviamo nei musei, nelle collezioni universitarie e nei luoghi storici della scienza non appartiene soltanto al passato, ma costituisce un patrimonio di conoscenze, idee e metodi dal quale continuano a nascere nuove domande e nuove prospettive di ricerca.
A guidare la passeggiata è la città stessa. Vie, piazze ed edifici diventano le pagine di un atlante della memoria scientifica, capace di raccontare il profondo legame che nel tempo si è costruito tra Modena e la sua Università. La toponomastica conserva infatti i nomi di studiosi che hanno contribuito allo sviluppo della medicina, dell’anatomia, della chimica e delle scienze naturali, mentre palazzi, musei e antiche sedi universitarie testimoniano i luoghi nei quali queste conoscenze sono state prodotte, insegnate e tramandate.
Il percorso prende avvio dalla Farmacia Storica dell’ex Ospedale Sant’Agostino, in via Bernardino Ramazzini, luogo emblematico della storia della medicina modenese, e prosegue nel cuore della città incontrando, attraverso la sua toponomastica, figure come Lodovico Antonio Muratori, Gabriele Falloppio, Francesco Torti, Francesco Selmi e Antonio Scarpa. Accanto ai loro nomi emergono luoghi che hanno segnato la storia dell’Ateneo: il Complesso di Sant’Eufemia, oggi sede anche del Museo Universitario Gemma, il Complesso di San Geminiano, il Palazzo universitario di via Università, fino al Palazzo Ducale e all’Osservatorio Geofisico.
La passeggiata si conclude all’Orto Botanico, le cui origini risalgono al Giardino dei semplici istituito nel 1758 per l’insegnamento delle piante medicinali e divenuto, con la riforma universitaria del 1772, Orto Botanico universitario.
Ne emerge un racconto che attraversa secoli e discipline e invita a guardare Modena con occhi diversi: non soltanto come città storica, ma come un grande museo diffuso della conoscenza, nel quale il patrimonio scientifico continua a mettere in relazione passato, presente e futuro.
Perché tramandare non significa soltanto conservare ciò che è stato, ma creare le condizioni perché possa ancora generare conoscenza.
